La cementeria risolve i problemi di inquinamento Stampa
Cassago - Brevi Saggi

Nell'archivio comunale di Bulciago sono presenti numerosi carteggi in merito alle problematiche sollevate da diversi cittadini circa l'inquinamento causato nell'aria e alle colture dalla Cementeria di Cassago.
Già una lettera su carta intestata della fabbrica, scritta in data 12 ottobre 1955, all dott. Gianfranco Coduri, Ufficiale Sanitario, fa riferimento a lavori per l'installazione di impianti di recupero delle polveri. Si fa presente che il termine di installazione fissato dall'Ispettorato del Lavoro è la data del 31 marzo 1956.

In quello stesso mese giungono sia da un privato, il conte Franco Riccardi, che dall'Istituto don Guanella, S. Antonio di Cassago, lettere di lamentele indirizzate al dott. Coduri.
Compare quindi comunicazione in data 9 aprile 1956 da parte del Sindaco all'Ufficiale Sanitario Provinciale di Como, con la quale si trasmettono i documenti relativi all'impianto aspirapolveri della Cementeria, con relazione del dott. Coduri, descrizione dei lavori redatta dalla Cementeria e pianta planimetrica della fabbrica.
Scrive il dott. Coduri:
"[…]circa gli inconvenienti lamentati per lo spandersi di polvere di cemento nei paesi limitrofi e specialmente nel Comune di Bulciago, da parecchio tempo polvere in notevole quantità viene cosparsa in questa zona depositandosi sulla campagna e sulle abitazioni, dandoci un aspetto desolante. […]Le unisco pertanto uno schema dei lavori che la direzione della Cementeria si è impegnata a fare eseguire".

La lettera dell'Istituto Don Guanella
Particolarmente sentita è la lettera di protesta scritta dal direttore dell'Istituto Don Guanella, situato in località Campi Asciutti, a poche centinaia di metri dagli impianti del cementificio:

Opera don Guanella Istituto S. Antonio Cassago Brianza (Como)
Cassago, lì 9 marzo 1954

Ill.mo Signor Medico Provinciale
Ufficio igiene e Sanità
Prefetture Como
e per conoscenza all'Ufficio Sanitario di Bulciago (Como)

Oggetto: "Cementeria di Cassago"
Da molti anni questa Direzione ha seguito e aspetta con particolare interesse la soluzione della Vertenza "CEMENTERIA di CASSAGO", per quanto riguarda la doverosa applicazione degli Aspiratori ai Forni, onde togliere dalla zona tanta polvere e renderla ancora salubre ed abitabile.
Nessuno più di questo Istituto può aver ragione di lamentarsi, perchè vicino di Sede alla Cementeria, perchè ospita una numerosa comunità di ragazzi e anche perchè subisce diretti danni nei terreni e immobili circostanti.
I locali sono sempre polverosi; in periodi di siccità o di vento contrario l'atmosfera è pregna di materiale cementizio dannoso ai polmoni di chi è costretto a vivere con grave disturbo, mentre non ci sono ragioni di non provvedere; la zona circostante biancheggia per fitta coltre di cemento e gli sfiatatoi versano giorno e notte nuova materia nociva.

Ora, la popolazione in vicinanza avrebbe il diritto di abitare un mabiente igienico e si supplica chi è preposto alla vigilanza della pubblica sanità, che ha il diritto e il dovere di farne osservare a chiunque, tanto più a chi può subito disporre di mezzi finanziari, le norme severe di Legge, a ottenere immediata applicazione di esse a favore di tutti.
Pertanto mi rivolgo a Lei, Chiarissimo Signore, con particolare istanza; a Lei, che nella sua alta carica sappiamo fermo ed energico, perchè voglia finalmente metter chiaro ai responsabili della Cementeria il compito di provvedere immediatamente a quegli "IMPIANTI DI RECUPERO" che, oltre ad un guadagno per la Ditta, porteranno sanità e ricuperata bellezza alla nostra zona desolata e palesemente danneggiata.
I Superiori motivi di pubblico bene devono preferirsi a qualsiasi particolare contingente scusa.
Ritengo l'alta sua autorità capace di porre fine al nostro lamento con i provvedimenti adeguati del caso.
Furono presi accordi con le mie Superiori Autorità Ecclesiastiche, Le quali ricorreranno all'Alto Commissariato all'Ig[i]ene e Sanità come pure ai competenti Ministeri, qualora non si provvedesse inmerito.
Sicuro del Suo immediato interessamento, La ringrazio anticipatamente con i sensi della più alta stima.
Il Direttore


La soluzione: l'impianto del forno Lepol
La querelle circa l'inquinamento atmosferico provocato dalle lavorazioni della cementeria va avanti per una decina d'anni, durante i quali diversi sono gli interventi di miglioramento portati dalla cementeria.
L'ammodernamento definitivo degli impianti avviene a partire dal 1964, quando la cementeria inizia a installare i forni Lepol, dotati di efficaci filtri in grado di risolvere ogni problema di inqinamento.
Una lettera dle 20 aprile 1964, indirizzata al comune di Bulciago, descrive il funzionamento del forno Lepol:

Vi inviamo in allegato il ns. disegno 094A relativo all'installazione di un forno Lepol con raffreddatore Fuller. L'ampliamento dell'esistente capannone si rende necessario per l'installazione della griglia Lepol e dell'elettrofiltro del forno. Riteniamo opportuno precisare inoltre che l'installazione del nuovo forno viene fatta per iniziare il programma di ammodernamento della Cementeria, non per dare un aumento di produzione. Infatti con l'entrata in funzione di questo impianto di cottura verranno fermati i forni verticali, che successivamente saranno demoliti per fare spazio ad altre necessità, e dei due forni rotanti ne verrà fatto funzionare saltuariamente uno solo. Ne segue che il suddetto programma di ammodernamento avrà come conseguenza anche l'eliminazione totale delle due re sidue sorgenti di inquinamento atmosferico, infatti:
1) - Il nuovo impianto è dotato di elettrofiltro Elex, [...]con garanzia di contenuto di polvere nei gas uscenti di 0,09 gr. per mc. di gas e quindi è pefettamente depolverizzato. 2) - La fermata dei forni verticali eliminerà totalmente la attuale maggior sorgente di polvere.
3) - La marcia occasionale e saltuaria di un solo forno rotante permetterà all'elettrofiltro Termokimich ivi installato di dare un rendimento ottimo, dato che non sarà più sovraccaricato rispetto ai dati di progettazione come è attualemente che deve trattare i fumi di due forni, anzichè di uno solo. [...]"

(Archivio comunale di Bulciago, Faldone pratica cementeria)